«Chiudere la sede distaccata della Corte d’Appello di Sassari sarebbe una scelta scellerata che causerebbe gravissimi danni all’intero territorio». La posizione del primo cittadino di Sassari, Gianfranco Ganau è chiara e decisa sull’ennesima paventata soppressione dell’organo giurisdizionale, emersa durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario a Cagliari.
«Da anni questo territorio rivendica una sezione autonoma di Corte d’Appello – prosegue il Sindaco Ganau – dopo oltre vent’anni di sperimentazione dell’attuale sede distaccata con esiti più che positivi».
Nello scorso mese di luglio il primo cittadino di Sassari si era messo a capo di una battaglia condivisa da tutto il territorio, costituendo il Comitato per la Corte d’appello autonoma di Sassari che aveva da subito ricevuto l’adesione da parte delle tre Province di Sassari, Nuoro e Olbia – Tempio, di oltre 30 comuni, degli ordini forensi di Sassari, Nuoro e Tempio, di numerosi avvocati e di diversi parlamentari sardi di entrambi gli schieramenti, a conferma di quanto la rivendicazione fosse e sia ancora oggi una priorità.
«Cancellare la sede distaccata della Corte d’Appello sarebbe un errore ingiustificato – prosegue il primo cittadino – tenuto conto anche dell’ amplissimo bacino di utenza che su di essa ricade: una popolazione residente di circa 654 mila persone che quasi raddoppia nel periodo estivo per l'alta vocazione turistica del territorio».
Non solo secondo il primo cittadino la sede distaccata non andrebbe cancellata, ma a conferma di quanto dichiarato oggi sugli organi di informazione dal Presidente Mariano Brianda, andrebbe al più presto resa autonoma per ridurre i costi attualmente necessari per garantire il funzionamento del Consiglio giudiziario e la gestione degli esami di abilitazione alla professione di avvocato, al quale partecipano magistrati e avvocati del distretto di Sassari.
«La soppressione della sede distaccata della Corte d’Appello - conclude il Sindaco di Sassari - comporterebbe la conseguente sparizione dei Tribunali di Sorveglianza e per i Minori. Un aspetto che personalmente mi preoccupa molto anche per gli inevitabili riflessi sulle politiche di contenimento del disagio giovanile».